L’ecosistema finanziario

Cosa trasforma una crisi finanziaria in una recessione globale?

Come evitare che simili crisi avvengano di nuovo?

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Rappresentazione di un prato umido ed uno asciutto, come stati di equilibrio di due diverse condizioni di “salute” favorevole e sfavorevole.

La risposta prima di tutto richiederebbe che fosse chiaro cosa sia un sistema finanziario.  E determinare una condizione per un suo stato di salute o di malessere.

Questi semplici requisiti sono in realtà una sfida nel definire un mondo così complesso come quello della finanza. Prima di tutto gli attori e i protagonisti sono molto etereogenei: si va da singole persone ad associazioni, ad aziende e imprese di svariate dimensioni. Il centro del sistema  ruota attorno agli intermediari finanziari che come le banche fanno da ponte tra le esigenze del mondo reale e la produzione di mezzi per soddisfare tali esigenze.

Per avere un approccio orientato a come determinare i fattori di salute di un sistema così diversificato, occorre condurre un’operazione di riduzione ai minimi termini di tutte le componenti del sistema. Questa operazione  deve essere fatta avendo in mente qual è la domanda iniziale di ” buono stato di salute” del sistema.

Tipicamente un sistema complesso deve tener anche conto delle implicazioni di interconnessione tra le unità di questo sistema. Per questo l’associazione con il termine “ecosistema” richiama alla mente quella serie di relazioni interdipendenti tra tante tipologie di agenti, di cui non è sempre facile conoscere tutte le caratterizzazioni.

Quando il “terreno” finanziario può produrre un buon raccolto? Quali sono le condizioni che possono portare all’aridità?

Un  approccio  per la gestione delle crisi si sofferma  sullo stabilire una serie di regolamentazioni finanziarie come requisiti da rispettare da parte degli attori del mercato. Ma tenere in considerazione tutte le tipologie di unità e delle loro relazioni è compito arduo, che una branca dell’economia cerca di risolvere attraverso modelli ad agenti che stanno riscuotendo un discreto successo nell’analizzare e descrivere la complessità di un sistema così diversificato.

Il voler, appunto, ridurre ai minimi termini porta da una parte a trovare i fattori comuni delle singole parti e dall’altra ad individuare le caratteristiche che discriminano e rendono differenti queste varie parti: un ecosistema finanziario  organizzato dove tutto è reciprocamente sia fine che mezzo.

L’ecosistema finanziario può essere visto come l’insieme degli agenti attivi e di unità passive grazie alle quali i primi stabiliscono uno scambio di rapporti di natura economico-finanziaria. Gli attori sono i protagonisti del mercato, come le banche o le imprese che interagiscono in un ambiente in cui i mezzi passivi sono gli strumenti finanziari.

Pensiamo al denaro: esso è un mezzo ma allo stesso tempo diventa attivo nell’influenzare reciprocamente l’azione degli istituti finanziari e degli altri protagonisti “viventi” del mercato. Il motore del’intero sistema è la produttività di “energia” e di “benessere”. Definire questi termini equivale a capire tutto il significato del sistema.

Inoltre, se nel meccanismo dell’ecosistema vi è un’alterazione dovuta a cause esterne o interne, le conseguenze possono essere possibili fonti di crollo dell’intero equilibrio come anche rappresentare un’opportunità perchè il sitema risponda con una diversificazione che permette un nuovo equilibrio, riadattandosi così alle nuove condizioni.

Indicatori del buono stato di salute sono essenziali per prevenire o anticipare una possibile crisi per ottenerne il meglio e non subire solo il peggio.

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